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L’ A.S.D. Motta San Giovanni augura a tutti…

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Trent’anni di storia

Squadra 1975

Trent’anni, un pezzo di storia, contraddistinto da vittorie e sconfitte, gol e dribbling, gioie e amarezze.
Riviviamoli, allora.

Il 25 ottobre 1975, nasce ufficialmente la società “Polisportiva Motta” con lo scopo, si legge nel primo verbale di riunione, “di incrementare e praticare l’attività dilettantistica”. Si hanno, così, i primi dirigenti: Benito Arcudi, Memè Gullì, Giovanni Legato, Lillo Malara, Toto Mallamaci, Lillo Sergi, Nino Sgrò, Pippo Verduci. Presidente viene nominato Giovanni Legato, che diviene subito un punto di riferimento importante per tutti i suoi collaboratori. Dalle illimitate capacità organizzative e manageriali, a Giovanni Legato nell’aprile del 1985 a Roma presso la Figc, alla presenza delle massime autorità sportive, gli viene consegnato il diploma di Dirigente Benemerito dello Sport: una giusta consacrazione ad un uomo che ha dedicato gran parte della sua vita ai giovani mottesi.

Il Motta fa domanda di iscrizione al campionato di Terza categoria per la stagione 1975/76 e disputa la sua prima partita ufficiale sul campo di Gallina al cospetto del San Giorgio. Questi i nomi dei giocatori che passeranno alla storia per avere indossato per la prima volta la maglia biancorossa: Antonio Vigilanti, Francesco Verduci, Giovanni Mallamaci, Piero Tripodi, Lillo Malara, Nicola Callea, Giovanni Verduci, Giuseppe Mallamaci, Giovanni Squillaci, Antonino Pedà, Consolato Tripodi. In panchina: Peppe Anghelone, Pippo Verduci, Memmo Mallamaci. Per il Motta fu una sonora sconfitta (0-4), ma la gioia per aver esordito in un campionato ufficiale fu certamente più grande dell’amarezza della debacle.

Anno 75-76
Anno 1975-76

Il 13 dicembre 1977, con la gara Motta – Fossatese, viene inaugurato il campo sportivo di Motta San Giovanni, un piccolo gioiello, in quegli anni uno dei migliori impianti della provincia. Nel 1978/79 con la denominazione di Alaimo River Pellaro, la squadra partecipa al torneo di Seconda categoria. Un anno trionfale che si conclude con la conquista del girone e, quindi, con la promozione in Prima categoria. A Gallico, il giorno dell’apoteosi, il Motta, seguito da una massiccia presenza di tifosi, piega il Real San Bruno con il pirotecnico punteggio di 4 a 3.

Era una squadra, il Motta, che ha costruito il suo successo grazie, soprattutto, alle capacità realizzative del bomber Enzo Catalano: potente e veloce allo stesso tempo, furbo, agile nel gioco acrobatico, opportunista, vero maniaco del gol, Enzo Catalano, con la maglia bianco-rossa ha messo a segno qualcosa come 130 reti, equamente distribuite nei sei campionati disputati. Il compianto Riccardo Catalano, invece, oltre ad essere il leader in mezzo al campo, era anche l’allenatore. Con Catalano, si apre un ciclo luminoso per la storia del Motta: si lascia da parte l’improvvisazione, si inizia a”pensare” in grande, nulla viene lasciato al caso. Grazie alla sua esperienza e al suo carisma, Catalano riesce a trasmettere una mentalità tutta nuova in seno alla società e alla squadra, dove alla base dei successi c’è soprattutto la programmazione. Ma la stagione 78/79, oltre alla conquista del campionato di Prima categoria, segna anche la tragica scomparsa di Peppe Gullì, uno dei migliori talenti che il calcio mottese abbia mai potuto conoscere.

Nel 1979/80 il Motta, si affaccia per la prima volta al torneo di Prima categoria. Un campionato lungo e difficile che i biancorossi portano a termine con grande determinazione, conquistando la salvezza proprio nella giornata di chiusura e grazie ad una migliore differenza reti nei confronti della Pro Pellaro. I biancorossi evitano la retrocessione anche nella stagione successiva, mentre nel campionato 82/83 sono protagonisti di un campionato di tutto rispetto. La stagione 83/84, invece, coincide con la retrocessione in Seconda categoria. Eppure, proprio quell’anno il Motta era riconosciuto dagli addetti ai lavori, gran favorito per il salto di categoria, ma la squadra composta da giocatori di assoluto spessore , non riuscì mai a decollare. Dopo la disfatta con il Saline 1-2, sul neutro di Archi: “apriti cielo”, Riccardo Catalano rassegna le dimissioni. Il suo sostituto Lillo Sergi, ben poco ha potuto fare per evitare la discesa. Allo stesso allenatore, però, l’anno successivo venne dato l’incarico della rifondazione, e con una nidiata di ragazzini che egli stesso aveva allenato durante i trascorsi nel settore giovanile, sfiora la promozione in Prima categoria, perdendola per un soffio a vantaggio della Pro Pellaro di Pietro Sofi e Nino Sergi.

Dopo otto anni trascorsi nell’anonimato della Seconda categoria, il Motta riconquista di nuovo la Prima categoria nella stagione 91/92. Alla base di quel successo, l’opera laboriosa del presidente Pino Vacalebre e dei suoi più stretti collaboratori: Toto Mallamaci, Mimmo Ambrogio, Memmo Mallamaci e Giuseppe Vacalebre. Un successo curato nei minimi particolari sin dai primi giorni del ritiro precampionato: è stata la vittoria del collettivo, è stata soprattutto, la vittoria del tecnico Pasquale Casciano. Sulle ali dell’entusiasmo, il Motta, nella stagione successiva, si conferma su ottimi livelli anche nel torneo di Prima categoria centrando il sesto posto e la qualificazione in Coppa Calabria.

Alla presidenza, dalla stagione 93/94, siede Memè Gullì, dirigente fondatore, temperamento passionale e competente come pochi; anche lui a Roma, presso la Figc, alla presenza delle massime autorità sportive, gli venne consegnato il diploma di Dirigente Benemerito dello Sport. Gli anni a venire sono per la società biancorossa (che, intanto, ha assunto la denominazione di Associazione Sportiva Motta San Giovanni) privi di momenti particolarmente esaltanti, fino alla stagione 1999/2000, allorquando, con il ritorno di Casciano in panchina, la squadra sfiora la conquista del campionato di Promozione. Cosa che avviene, invece, l’anno seguente, con l’avvento in panchina di un nome di assoluto rilievo: quello di Agostino Cassalia. A fare da “collante” fra allenatore e giocatori, c’è Nino Mallamaci appassionato e competente tifoso: la vittoria finale del campionato è un evento storico per Motta San Giovanni. Peccato che duri soltanto un anno. Perché l’inesperto Motta, deve fare i conti con un campionato difficile e impegnativo e, alla fine, ritorna in Prima Categoria.

Il resto è materia di questi ultimi anni, con una società completamente ridisegnata nei quadri dirigenziali, che per niente facile raccogliere il testimone del Presidente Gullì, La società viene affidata ai copresidenti Malara-Verduci prima e, poi solo Verduci. Affiancati dai collaboratori: Fisani, Callea, Anghelone, Ambrogio. Pur in presenza di enormi difficoltà e di mille insidie, di retrocessioni e ripescaggi, viene scandito il programma di traghettamento per un rilancio definitivo. Nella stagione 2005/06, è costituita l’Associazione Sportiva Dilettantistica Motta San Giovanni, riconosciuta e disciplinata dagli art. 36 e seguenti del Codice Civile. In panchina si sono succeduti: Peppe Cara, alla sua prima esperienza in categoria, Gigi Laganà – Peppe Barillà e Mauro Mansueto; tutti “signori” carichi di forte impegno umano e sociale nonché di grande professionalità. Oggi l’A.S.D. Motta è formata da oltre 60 Soci; a guidare un interessante gruppo è stato chiamato Ciccio Errigo valente attaccante degli anni ‘90. La scuola calcio è stata affidata al Prof. Lillo Sergi, socio fondatore, educatore nel lavoro e nello sport. Invece, le sorti societarie sono state affidate a Salvatore Mallamaci.

Anno 2009-10
Anno 2009-10